Nel cuore di madre Terra - di Corona Perer
Ad inizio 2012 avevamo chiesto in prestito un sorriso: a Giovanni Falcone. A vent'anni dalla strage di Capaci nel ricordare la sua morte e quella del collega Paolo Borsellino volevamo augurarci che fosse una risata, un giorno, a seppellire ogni mafia.Il 2012 però ci ha portato nelle pieghe della trattativa stato-mafia, e poi negli scandali della corruzione politica, nel dolore del dopo-terremoto. Così per SENTIRE 14 abbiamo chiesto in prestito gli occhi a un minatore del West Virginia in uno scatto senza tempo del National Geographic, per entrare nel cuore della Terra con il rispetto che si poteva averne un tempo.
Se è vero - come si sussurra neanche tanto sottovoce - che il terremoto dell'Emilia abbia avuto tra le sue cause le perforazioni di metano e poco chiare tecniche di immissione di sostanze nel sottosuolo per riequilibrare masse liquide e gassose; se è vero che i fenomeni di subsidenza nell'area avrebbero dovuto mettere in guardia da tempo dalle trivellazioni; se è vero che la gente riferiva di continue esplosioni sotto i piedi e paragonava le onde sismiche all'inquietante pascolare di un serpente sotto i campi di grano visti alzarsi, fratturarsi, sprofondare e ondeggiare; se è vero tutto questo, allora occorre davvero una seria riflessione.
Occorre ridare un nome e un significato a parole come 'sviluppo' e 'crescita' ripetute fino alla noia anche al recente Festival dell'Economia come un mantra al quale è impossibile sottrarsi. Occorre porsi qualche domanda: crescita a quali costi? A tutti i costi? Che innovazione cerchiamo? Che innovazione vogliamo?
Serge Latouche qualche pensiero lo ha fatto proprio qui, a Trento. Miopi cronisti han definito le sue parole "suggestive anche se un po' naif". Qualcun altro lo ha definito 'santone'.
Chiedere aiuto a questi occhi significa allora lasciarci, sì, perforare, ma da una domanda: siamo davvero convinti di essere i padroni di madre terra? Al volto arato dalla fatica di questo minatore - che di terra ne ha probabilmente scavata tanta - dovremmo rispondere che l'uomo al denaro non comanda, ma si fa comandare.
SENTIRE 14 è stato quindi dedicato non solo ai terremotati e alle imprese (tutte di eccellenza) messe in ginocchio dal sisma, ma a chi vorrebbe migliori la Terra e l'Uomo. A chi percorre altre vie, a chi ripara i danni come Gino Strada, a chi semina cultura e qualche frutto lo raccoglie. A chi crede ancora possibile un mondo diverso, a chi ci ricorda anche con le arti espressive i valori della terra, a chi tramanda saperi antichi o parla del giusto uso del denaro.
Perchè - come diceva John Fitzgerald Kennedy - "...se una società libera non è in grado di aiutare i molti che sono poveri, non è nemmeno in grado di salvare i pochi che sono ricchi". E' cioè schiava.
Fortunatamente i sognatori naive sono sempre esistiti e resistono.
Se ci è voluto un terremoto per mettere la parola fine al contestato maxi deposito di gas che si progettava proprio a San Felice sul Panaro (miliardi di metri cubi di metano in acquifero sotto alle case di ottantamila persone, ad un profondità di poco superiore a quella dove si sono originate le scosse, cioè dove da tempo si perforava), resta ora l'emergenza di far sì che l'uomo si ri-costruisca su priorità diverse in una società che non ammette retromarcia. Nemmeno un dietro-front per la salvaguardia dell'Uomo.
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