L'editoriale  di SENTIRE 14

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La foto è stata esposta a Cecina (LI)
nell'estate 2012 per iniziativa della Fondazione Geiger

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Nel cuore di madre Terra - di Corona Perer

Gli occhi di un minatore del West Virginia in uno scatto senza tempo del National Geographic, per entrare nel cuore della Terra con il rispetto che si poteva averne un tempo.

Se è vero - come si sussurra neanche tanto sottovoce - che il terremoto dell'Emilia abbia avuto tra le sue cause le perforazioni di metano e poco chiare tecniche di immissione di sostanze nel sottosuolo per riequilibrare masse liquide e gassose; se è vero che i fenomeni di subsidenza nell'area avrebbero dovuto mettere in guardia da tempo dalle trivellazioni; se è vero che la gente riferiva di continue esplosioni sotto i piedi e paragonava le onde sismiche all'inquietante pascolare di un serpente sotto i campi di grano visti alzarsi, fratturarsi, sprofondare e ondeggiare; se è vero tutto questo, allora occorre davvero una seria riflessione.

Occorre ridare un nome e un significato a parole come 'sviluppo' e 'crescita' ripetute fino alla noia anche al recente Festival dell'Economia come un mantra al quale è impossibile sottrarsi. Occorre porsi qualche domanda: crescita a quali costi? A tutti i costi? Che innovazione cerchiamo? Che innovazione vogliamo?
Serge Latouche qualche pensiero lo ha fatto proprio qui, a Trento. Miopi cronisti han definito le sue parole "suggestive anche se un po' naif". Qualcun altro lo ha definito 'santone'.

Chiedere aiuto a questi occhi significa allora lasciarci, sì, perforare, ma da una domanda: siamo davvero convinti di essere i padroni di madre terra? Al volto arato dalla fatica di questo minatore - che di terra ne ha probabilmente scavata tanta - dovremmo rispondere che l'uomo al denaro non comanda, ma si fa comandare.

SENTIRE 14 è dedicato non solo ai terremotati e alle imprese (tutte di eccellenza) messe in ginocchio dal sisma, ma a chi vorrebbe migliori la Terra e l'Uomo. A chi percorre altre vie, a chi ripara i danni come Gino Strada, a chi semina cultura e qualche frutto lo raccoglie. A chi crede ancora possibile un mondo diverso, a chi ci ricorda anche con le arti espressive i valori della terra, a chi tramanda saperi antichi o parla del giusto uso del denaro.

Perchè - come diceva John Fitzgerald Kennedy - "
...se una società libera non è in grado di aiutare i molti che sono poveri, non è nemmeno in grado di salvare i pochi che sono ricchi". E' cioè schiava.
Fortunatamente i sognatori naive sono sempre esistiti e resistono.

Se ci è voluto un terremoto per mettere la parola fine al contestato maxi deposito di gas che si progettava proprio a San Felice sul Panaro (miliardi di metri cubi di metano in acquifero sotto alle case di ottantamila persone, ad un profondità di poco superiore a quella dove si sono originate le scosse, cioè dove da tempo si perforava), resta ora l'emergenza di far sì che l'uomo si ri-costruisca su priorità diverse in una società che non ammette retromarcia. Nemmeno un dietro-front per la salvaguardia dell'Uomo.

Corona Perer
giugno 2012


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