La nuova Russia che avanza, o...quella vecchia che torna?

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"Dell'ascesa al potere di Vladimir Putin e delle prossime elezioni presidenziali russe" - Se ne è parlato a Trento nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale con
Fernando Orlandi, Piero Sinatti e Massimo Libardi.

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L'asse di ferro

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L'interrogativo riguarda il disegno più ambizioso di Putin: arrivare, dopo il terzo mandato, anche al quarto. In quest'ultimo caso Putin toccherebbe un record secolare: governare il paese per oltre un ventennio. A Mosca solo Stalin era riuscito, finora, a durare di più. (Fernando Orlandi)

Vladimir Putin, neo-zar

di Fernando Orlandi

Trento marzo 2012- Vladimir Putin rieletto. E questa è la cronaca. Una delle pagine più oscure della recente storia russa è quella che riguarda gli ultimi mesi della presidenza di Boris El'tsin; il periodo che vede anche l'ascesa al potere di un personaggio allora pressoché sconosciuto al grande pubblico, Vladimir Putin.

Il Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale ha pubblicato un lavoro di John Dunlop, "Storm in Moscow". A Plan of the El'tsin Family to Destabilize Russia, aiuterà a meglio comprendere questo periodo di torbidi. John Dunlop è Senior fellow alla Hoover Institution. Si è a lungo occupato delle guerre in Cecenia e del nazionalismo russo. Attualmente si occupa delle origini del regime di Putin negli anni 1998-1999.

È fin troppo nota la definizione che Winston Churchill dette una volta dell'URSS: "un mistero racchiuso in un'enigma". Potremmo, si parva licet, riferire questa definizione ai risultati del voto presidenziale russo del 4 marzo.

Dopo le recenti impreviste contestazioni di massa nei suoi confronti, era difficile prevedere se Vladimir Putin potesse vincere al primo turno il cinquanta più uno per cento dei voti, come successe nei trionfi elettorali del 2000 e del 2004.

Circa le nuove contestazioni di massa e circa la regolarità o meno del voto: ricordiamo che quelle di dicembre e febbraio sono state provocate dai brogli registrati e denunciati (forse non senza esagerazioni) per gli esiti del voto alle politiche dello scorso dicembre che ha privato il "partito del potere" - quello di Putin, "Russia Unita" - della "maggioranza costituzionale" (2/3 dei voti) alla Duma.

Un terzo interrogativo riguarda il programma di rinnovamento politico (democratizzazione e trasparenza dello stato) ed economico (privatizzazioni, liberalizzazioni, progresso hi-tech) annunciato da Putin in una serie ininterrotta di articoli, discorsi e dichiarazioni per il nuovo mandato (questa volta, la prima, seiennale).

Riuscirà Putin ad attuare quel programma ? Oppure si tratta solo di promesse elettoralistiche, fatte sull'onda delle contestazioni e destinate a non essere mantenute? Riuscirà a ridurre - come si è impegnato a fare - quella corruzione diffusa a tutti i livelli della vita russa, che mina la crescita economica e civile del Paese ed è una delle principali cause del calo della sua popolarità? Riuscirà ad aver ragione della guerriglia permanente in alcune regioni del Nord Caucaso oppure le spinte islamiste e separatiste si estenderanno ad altre aree del Paese segnate da importanti insediamenti musulmani (il Tatarstan, ad esempio)?

Il voto del 4 marzo suscita già interrogativi, incertezze e dubbi di quanto sia successo in occasioni delle tre ultime presidenziali russe.

L'ultimo interrogativo riguarda il disegno più ambizioso di Putin: arrivare, dopo il terzo mandato, anche al quarto. In quest'ultimo caso Putin toccherebbe un record secolare: governare il paese per oltre un ventennio. A Mosca solo Stalin era riuscito, finora, a durare di più. 

 

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