Nacque a Fondo (Tn) nel 1892 e morì a Rovereto nel 1960 un anno dopo la sua creatura - Ecco la biografia

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Depero al rifugio Tuckett sulle Dolomiti del Brenta (1931)

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Fortunato Depero: la vita

Fortunato Depero nasce, nel 1892, a Fondo, in Trentino, allora regione dell'impero austroungarico. La sua famiglia si trasferisce a Rovereto, quando Fortunato è ancora molto giovane e lo avvia agli studi artistici.
Nei primi anni di studio, Fortunato Depero è attratto dal grafismo della pittura nordica ed, in particolare, dalle suggestioni del simbolismo e dell'espressionismo.

Un viaggio a Firenze, nel 1913, gli permette la frequentazione dell'ambiente che ruota attorno alla rivista "Lacerba". Raggiunge poi Roma, dove entra in contatto con Balla, Marinetti e Cangiullo. Visita la mostra di Boccioni presso la Galleria Sprovieri e ne rimane folgorato: nelle prime opere d'ispirazione futurista Depero mostra di padroneggiare i dettati del dinamismo plastico, che lo avviano alla sperimentazione del movimento delle forme nello spazio.

Nell'aprile 1914 è invitato all'Esposizione Libera Futurista Internazionale da Sprovieri, dove partecipa il meglio dell'avanguardia: Kandinskij, Archipenko, Marinetti, Cangiullo, Balla, Martini, Prampolini, Sironi. A Roma, Depero segue l'attività del gruppo futurista partecipando attivamente alle sue iniziative. Nel maggio del '15 si arruola volontario, ma due mesi dopo, riformato, rientra a Roma, dove, utilizzando le tecniche e i materiali più diversi, realizza composizioni di pure forme astratte che rappresentano emozioni, suoni, percezioni visive, stati d'animo, azioni.

Nel 1916 Diaghilev, impresario dei Balletti Russi, gli commissiona la scenografia e i costumi per il balletto musicato da Strawinskij, "Le chant du rossignol", che purtroppo non verrà rappresentato. Ma grazie a Diaghilev, Depero incontra il ballerino Massine, il poeta Cocteau e molti artisti, fra cui Picasso, Larionov e la Goncharova.Nel 1917 frequenta il poeta svizzero Gilbert Clavel, con il quale soggiorna a Capri. L'incontro con il poeta lo spinge alla sperimentazione teatrale e lo avvicina al clima magico della Metafisica, come dimostrano le illustrazioni del libro Un istituto per suicidi e la rappresentazione mimico teatrale "I Balli plastici".

Finita la guerra, Depero rientra nel Trentino, diventato, nel frattempo, italiano e a Rovereto realizza il suo sogno: aprire la Casa d'Arte Futurista, un laboratorio specializzato nelle arti applicate, nel design e nella pubblicità. Nel 1923 viene invitato alla I Mostra d'arte decorativa nazionale a Monza, e, nel 1925, all' Esposizione Internazionale di Parigi, insieme a Balla e Prampolini.
Nel 1928 si trasferisce a New York, tempio della modernità per il mito futurista. Ma le difficoltà sono da subito enormi: il mercato americano, più conservatore del previsto, è, infatti, chiuso a qualunque proposta d'avanguardia. Durante il soggiorno newyorkese, svolge un'intensa attività nei settori della scenografia teatrale e della pubblicità.

Nel 1930, Depero deluso e con pressanti problemi economici rientra in Italia.
Nel corso degli anni Trenta, sebbene in contatto con l'avanguardia futurista italiana, Depero, torna a vivere a Rovereto, in un sempre maggiore isolamento culturale. In questi anni, nonostante la Casa d'Arte sia chiusa da tempo, l'interesse per il settore dell'arte applicata, in Depero, rimane vivo, rafforzato anche da importanti commissioni.
Negli anni del secondo conflitto mondiale, si trasfersce a Serrada, un piccolo paese di montagna vicino a Rovereto. Dal 1947 al 1949 soggiorna nuovamente negli Stati Uniti: dopo il suo ritorno a Rovereto, si dedica alla pittura e alla realizzazione di commissioni pubbliche, come la decorazione della Sala del Consiglio Provinciale di Trento.
Nel corso degli anni Cinquanta, Depero, come i pochi futuristi rimasti fedeli ai principi teorici del movimento, vive staccato dal dibattito artistico internazionale.

Nel 1957, il Comune di Rovereto offre all'artista uno spazio pubblico e un vitalizio, a fronte del lascito di tutta l'opera ancora in suo possesso. Nel 1959, la città inaugura la "Galleria Museo Depero", il primo museo futurista italiano, una sorta di opera d'arte "totale", che impegna Depero nella decorazione delle sale, nell'arredo e, naturalmente, in dipinti, arazzi, progetti d'architettura, disegni.
Fortunato Depero muore il 29 novembre 1960, un anno dopo l'aperura del museo.

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