A Trento una quarantina di opere - pale d'altare, dipinti di devozione privata, bozzetti - provenienti da Lombardia, Piemonte, Liguria e Trentino, musei italiani e stranieri - Fino al 5 aprile 2010

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Andrea Pozzo, Sacra famiglia e angeli, particolare
(Lasino, chiesa di S. Pietro) Sotto:
Sacra famiglia e angeli in concert (collezione privata)

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Andrea Pozzo al Museo Diocesano di Trento

(Novembre 2009) - La mostra offre il nucleo di opere depositate presso il Museo Diocesano Tridentino dalla chiesa di San Francesco Saverio. Si tratta di quattro Prospettive con scene evangeliche - due delle quali restaurate appositamente per la mostra - risalenti alla fase tarda della sua attività, coincidente con il soggiorno viennese dell'artista (1702-1709). Attraverso le missioni e l'azione evangelizzatrice dei gesuiti in Europa Centrale, America Latina e Cina il pensiero di Pozzo raggiunse una diffusione planetaria.

In occasione del trecentesimo anniversario della morte del celebre pittore e architetto gesuita di origine trentina Andrea Pozzo (Trento, 1642 - Vienna, 1709), il Museo Diocesano Tridentino partecipa alle celebrazioni organizzando la prima esposizione a carattere monografico dedicata all'attività pittorica di questo indiscusso protagonista della civiltà e della spiritualità barocche.  

Andrea Pozzo fu poliedrico e attivo non solo come pittore, architetto, allestitore di apparati effimeri, ma anche in qualità di teorico della scienza prospettica e dell'architettura. La sua fama è legata soprattutto al celebre trattato, Perspectiva pictorum et architectorum

E' sull'attività pittorica dell'artista che la mostra si sofferma, prendendo in esame soprattutto l'interessante e ancora poco nota produzione giovanile di Pozzo per la Lombardia, il Piemonte e la Liguria negli anni che precedettero il suo decisivo trasferimento a Roma (1681). Le opere selezionate, alcune delle quali aggiunte solo di recente al catalogo dell'artista, consentono di cogliere i risultati di straordinaria modernità conseguiti da Pozzo in Italia settentrionale tra il settimo e l'ottavo decennio del Seicento. 

La mostra costituisce un'importante occasione per far conoscere al grande pubblico uno straordinario artista, al quale solo in tempi recenti è stato tributato il giusto riconoscimento, dopo i pesanti giudizi dell'implacabile critica neoclassica.

L'esposizione consentirà di ammirare dipinti e pale d'altare di alto livello qualitativo, normalmente custoditi in luoghi poco accessibili, e di porli a confronto secondo una scansione cronologica che ricostruisce la straordinaria evoluzione dello stile pittorico di Pozzo nel corso dell'ottavo decennio del Seicento, dalle acerbe prove degli inizi della sua carriera, alle spettacolari composizioni dei tardi anni Settanta.

Accanto alla versione finale di alcune opere, vengono presentati anche i relativi bozzetti o le successive repliche autografe, nell'intento di spiegare al visitatore la prassi operativa messa a punto dal pittore che era solito replicare più volte, in alcuni casi a distanza di molti anni e per destinazioni diverse, soggetti fortunati e apprezzati dalla committenza, apportandovi soltanto leggere modifiche. (AV)

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