Corona Perer

Ha fondato SENTIRE nel 2007. Giornalista free-lance, è iscritta all'Ordine dei Giornalisti  (elenco pubblicisti) dal 1984. 
Laureata in Scienze della Religione si è diplomata con una tesi sul vangelo di Marco alla luce della teoria della comunicazione di massa. Scrive per il CORRIERE DEL TRENTINO e per il periodico nazionale SETTIMANA di Dehoniane Bologna. Ha lavorato anche nel campo della comunicazione istituzionale e delle  PR per De Rigo Group Occhiali. Nata a Feltre (BL), vive e lavora a Rovereto. E' sposata e madre di due figlie, Giulia e Ilaria. 

Scrivono per SENTIRE web:
Edoardo Sylos LabiniIsabella Bossi FedrigottiAugusto Bleggi, Loredana Cont

SENTIRE ospita contributi di:
Salvatore Abruzzese, Achille Bonito Oliva, Nelly Buhrle Anwander, Donata Borgonovo Re, Ferdinando Camon, Ester Coen,  Sandra Gonzalez, Ariadna Ferreira Marquez, Angela Paganini, Andrea Pagnes, Alberto Rigotti, Roberto Rinaldi, Teresita Scalco, Barbara Schweizer, Daniela Trentin, Guglielmo Vasto, Antonella Ventura, Alex Zanotelli, Rita Zampieri, Anna Paola Zugni Tauro, Silvano Zucal

«Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario»
(G. Orwell)

SENTIRE n.161 - Anno IV - 3 settembre 2010

Cari Lettori,

SENTIRE è su FACEBOOK ma inspiegabilmente oggi 3 SETTEMBRE 2010 il nostro profilo sembra non essere più disponibile. Vogliamo sperare che non sia per i nostri commenti al caso SAKINEH e comunque vi terremo aggiornati, intanto voi provate a cliccare SENTIRE FACEBOOK .

Noi infatti stiamo dalla parte di Sakineh, rigettiamo qualsiasi forma di violenza sulle donne, specie quella decisa da quei governi che negano libertà di parola, scelta e movimento. Dubitiamo anche che il mondo arabo (come invece sostiene  Gheddafi) dia maggiore dignità alle donne. Ed aspettiamo ancora che le cosidette "arabe moderate" prendano la parola per Sakineh: stanno zitte. Come mai? Comprendiamo certamente il silenzio delle donne iraniane: loro non possono parlare e noi possiamo invece farlo per loro. Ma ...tutte le altre? Le tunisine, le egiziane, le marocchine, le islamiche in genere... Proprio nessuna che sia in grado di dire no a questa pratiche primitive, barbare, antistoriche ?

Il colonello se ne è andato, con la sua insopportabile paccottiglia. Restano le incognite (e la vergogna per le tante umiliazioni alle quali ci ha esposto il governo). Il ministro Prestigiacomo che applaudiva dalla platea d'onore beduini e carabinieri si sarà ricordata di chiedere qualcosa sulle trivellazioni nel Mediterraneo dopo la sua sortita estiva espresso l'UE ? Oppure si è limitata a scegliere uno dei suoi impeccabili tailleurs per la serata? Parliamo degli interessi libici sul Mediterraneo. Lo facciamo raccontando di un'isola magnifica, rimasta incontaminata per secoli, che potrebbe essere una delle vittime delle trivellazioni, dopo Lampedusa. 

Abbiamo ricevuto un appello direttamente da Medici Senza Frontiere. La tragedia del Pakistan è immane eppure non commuove.  L'appello è alle donazioni. Noi lo abbiamo fatto, fatelo anche voi direttamente da questa pagina cliccando QUI

In Popoli, le tragedie del nostro tempo: Mozambico e Somalia si sono infiammate, in Sud Africa si sciopera, e poi l'Uganda dimenticata e il Pakistan sommerso. In tutto questo anche uno suqrcio di felicità con il reportage fotografico dal Camerun di Robert Akrawi fotografo americano-iracheno.

La morte di Raimon Panikkar: scompare una delle sempre più rare menti libere ed illuminate di questi tempi. Un primo commento e un primo ricordo in questo numero.

Grande successo a Luserna  per la giornata che ha celebrato il ruolo delle donne nel portare avanti e gestire le comunità durante la Guerra.  Luserna ha più di un motivo per farlo: il Forte che la difese venne infatti costruito anche da manovalanza femminile. E' stata l'occasione per scoprire questo paese, le sue leggende e le sue istituzioni, nonchè gli eventi culturali della comunità cimbra.

Infine il nostro atto di resistenza: continuiamo a mantenere accesi i fari (fino a quando non sarà del tutto chiarito) sull'evento Officina Medio Oriente dove compariva a totale nostra insaputa anche la mostra GREETINGS FROM HEBRON da noi prodotta (la manifestazione è costata alla Pat100 mila euro, di cui 20 mila per i soli allestimenti). 
Responsabile di questo non è la Pat, ma la questione con "le" dirette responsabili non  è stata ancora del tutto chiarita. 

Può succedere e come leggete, è capitato.
Del resto....lasciateci commentare con George Orwell: «Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario»
 



Buona lettura!

Corona Perer
direttore@giornalesentire.it