Terzo Mondo e crisi dimenticate in mostra al Mart

immagine

Francesco Zizola
"Every six hours a child dies on the streets of Brazil..."

immagine

Le foto di questa pagina sono di Francesco Zizola
e sono esposte al Mart di Rovereto

immagine

Zizola e la rimozione in fotografia

di CORONA PERER

(22 luglio 2010) -  L'Occidente vive in fretta, consuma in fretta. Dimentica in fretta. Il ventre molle del mondo è paradossalmente l'invitato di pietra della mostra che il fotoreporter Francesco Zizola ha allestito in questi giorni al Mart. Perché se non ci fosse la fotografia, la memoria collettiva rimuoverebbe del tutto anche quello che con fatica trapela dalle stanche cronache giornalistiche (Medici Senza Frontiere da tempo rileva che le tragedie non fanno audience ed è calato il livello di attenzione dei media).

Così la galleria di orrori dimenticati presentata in occasione di ‘Rovereto Immagini 2010' annovera sì le vittime dimenticate ma sembra dire qualcosa dell'altra faccia del mondo che queste cose vede e dimentica troppo in fretta, ovvero il ricco e sazio Occidente.

Zizola presenta gli involontari protagonisti dei diritti negati, le vittime dell'Aids in Sudafrica e Lesotho, le guerre dimenticate come quella in Darfur, la guerriglia e il narcotraffico colombiani, i conflitti noti ma raccontati in modo parziale come quello iracheno, la grave crisi nutrizionale in Etiopia, la tragedia ecologica e umana del mare di Aral, i bambini di strada brasiliani. E ancora l'Uganda, la Somalia, il Sudan, la Repubblica Democratica del Congo, il Kosovo, le Maldive, il Giappone.

Sono questi i soggetti delle quarantasei immagini esposte al Mart.

Nato a Roma (classe 1962), Zizola ha immortalato con il suo obiettivo le maggiori crisi e i conflitti che si sono succeduti di questi ultimi venti anni. E' decisamente una mostra impegnata quella allestita al Mart. "Shadows", a cura di Deanna Richardson (visitabile fino al 29 agosto 2011) mette in fila conflitti, pandemie, catastrofi ecologiche, malnutrizione, eccessi dell'industria mediatica e della società dei consumi, raccolte in trentacinque differenti paesi.

Un'attenzione verso chi soffre non episodica: sono quattro i libri che Zizola ha pubblicato sui drammi contemporanei tra i quali ricorderemo "Iraq" (2007) e "Born Somewhere" (2004) dedicato alla condizione dell'infanzia in 28 paesi del mondo. Il fotografo romano ha all'attivo riconoscimenti internazionali (sue immagini sono apparse sulle principali testate e riviste italiane e internazionali) nel 2007, insieme ad un gruppo di colleghi, ha fondato ad Amsterdam l'agenzia ‘Noor' e a Roma un laboratorio di idee dedicato alla fotografia.

Vincitore del "World Press Photo of the Year" nel 1996, Zizola era presente all'inaugurazione nel mezzanino del museo anche lui ad osservare insieme al pubblico la selezione di scatti realizzati in venti anni di foto-reportage nei quali si percorrono racconti privati e storia collettiva. L'interrogativo etico contenuto nelle immagini offrono una prospettiva critica su realtà rimaste per lo più ai margini delle notizie.

Da qui il titolo: i volti sono rimasti "ombre", dimenticate presto grazie all'indifferenza di una civiltà mediatica che macina notizie e immagini famelicamente senza elaborarle del tutto. Zizola solleva così il velo del benessere occidentale e mette a nudo le distorsioni sociali ricorrendo anche a opposti geografici come quando immortala i bambini coinvolti nell'industria cinematografica e della pubblicità da Milano a Los Angeles. Realtà distanti, non solo geograficamente.

GUARDA
> Un volto, una fotografia

Visita gli archivi di Scatti d'Autore

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata