Freud archeologo a Bolzano
di Francesco Marchioro
Sigmund Freud permane nella storia della conoscenza e nell'immaginario collettivo come colui che, medico e scienziato, ha fondato la psicoanalisi interpretando il linguaggio dei sintomi, i geroglifici del sogno, gli enigmi dell'inconscio ed ha posto la sessualità nelle sue molteplici manifestazioni e soprattutto repressioni alla base e spiegazione non solo della malattia mentale ma anche del disagio nella civiltà.Studioso austero e attento a fare della sua scoperta una innovativa terapia e scienza della follia, Feud ha più volte ribadito lo statuto scientifico della psicoanalisi, il suo status di scienza naturale.
Eppure, sorprendentemente nelle pieghe geniali della sua complessa personalità, vi sono aspetti che rivelano tratti inattesi, come la passione per l'archeologia.
Scrive, infatti, all'amico Wilhelm Fliess nel 1899: «I miei vecchi e sudici Dei, (...)queste anticaglie mi mettono di buon umore e mi ricordano tempi e luoghi lontani».
A raffigurare questo suo amore c'è un perturbante schizzo di Max Pollak, nel quale Freud appare seduto al tavolo di lavoro, mentre sullo scrittoio si allineano silenziose e attente le sue statuette preferite: Atena, Iside, Osiride, il babbuino di Thot, uno schermo da tavolo cinese, un guerriero etrusco, un Visnu indiano. Ecco dunque uno scienziato anomalo, che per teorizzare la sua scienza nuova dell'inconscio si pone in ascolto e dialogo con le voci, la sapienza di Dee e Dei antichissimi!
Ma, cosa rappresenta l'archeologia per Freud: una metafora dell'isolamento viennese in cui opera e vive per lunghi periodi il fondatore della psicoanalisi? Un'attenzione intellettuale all'estetica e alle culture del passato? L'adesione ad una moda aristocratica in crescita alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento? Una mania compulsiva? Oppure... divina follia.
La mostra "Divina follia. Freud, archeologo? " fino al 29 gennaio 2012, è allestita alla Galleria civica di Bolzano (piazza Domenicani, 1) da Associazione Imago-Ricerche con il sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano/Alto Adige - Città di Bolzano. In collaborazione con il Freud-Museum-London, è un'esposizione unica e del tutto originale.
Per la prima volta questi oggetti arrivano in Italia dal museo Freud di Londra, dove si trovano dopo che nel 1938 Freud, in seguito all'abbandono forzato di Vienna, era riuscito a portarli con sé.
Si tratta di 18 statuette, tra cui Atena la "preferita" di Freud, oggetti scelti, figure mitologiche, Dee, Dei, immagini rare dell'antichità che hanno forgiato la materia del pensiero freudiano e rappresentato una significativa metafora della ricerca psicoanalitica sin dagli inizi.
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