Tavole imbandite a Natale,ma...
di Giusi Ferrari
Non esiste una razza umana, esiste semmai una specie umana accanto alle altre numerose specie viventi. I sentieri di giustizia non sono tali, se si dimenticano di questa fratellanza che ci accomuna tutti.
Così il Natale è ancora e sempre una occasione di separazione, più che di unione. A cominciare dalle tavole imbandite di innocenti.
Siamo un fiume, noi, un solo popolo, quello dei viventi, dei senzienti. Noi e gli altri animali. E' proprio perché ci siamo abituati a trattarli in un certo modo che poi tutto è possibile.
Così diceva Edgar Kupfer-Koberwitz, detenuto nel campo di concentramento di Dachau dove visse tra crudeltà di ogni genere, in una sua conosciuta testimonianza: "Penso che ci saranno prigioni finché gli animali saranno tenuti in gabbia, poiché per tenere in gabbia i prigionieri bisogna addestrarsi e perfezionarsi moralmente e tecnicamente su piccoli esseri (...) Io rifiuto di mangiare animali perché non posso nutrirmi con la sofferenza e con la morte di altre creature."
Quindi una vera marcia per la pace non può dimenticarsi di loro. I nostri fratelli animali.
(Trento 21 dicembre 2011)