Vittoria Ottolenghi,signora della danza
11 dicembre 2012 - Mancherà la sua voce calda e suadente, il suo sguardo un po' severo (mitigato sempre dal garbato lessico), l'aria soffice del salotto di casa, dove - tra gli amati libri - registrava le prime trasmissioni televisive dedicate alla grande danza. Erano ancora vivi i mostri sacri come Rudol'f Nuriev del quale fu una delle più care amiche. Vittoria Ottolenghi era nata a Roma nell'aprile del 1924: ci ha lasciato ieri.
Scrittrice e giornalista ha esercitato sin dall'età di trent'anni l'attività di scrittrice, critica, saggista e giornalista dedicandosi in particolar modo allo spettacolo, tanto da affermarsi come tra le più celebri esperte italiane di balletto e di danza. Nata da padre di religione ebrea e da madre cattolica, ha vissuto in famiglia la differenza come ricchezza. Questo ha certamente contribuito alla sua vastissima apertura intelllettuale.
Laureata in letteratura inglese con Mario Praz aveva sempre amato lo spettacolo fin da giovane e così fu naturale per lei occuparsi di spettacolo. Aveva iniziato la sua attività critica lavorando per oltre dieci anni alla monumentale Enciclopedia dello Spettacolo (1954-1968) di Silvio D'Amico come autrice e redattrice per il settore Danza e Teatro Musicale. E poi aveva collaborato con tutte le principali testate italiane.
Nel 1956 iniziò il suo lavoro di critico di danza anche per «Paese sera», cui più tardi affiancò regolari collaborazioni con importanti quotidiani e riviste (Il Mattino, Il Resto del Carlino, L'espresso, Musica viva, Balletto oggi, Anna, Prima fila). Dal 1960 ha lavorato per la RAI-Tv all'ideazione, alla cura ed alla realizzazione di programmi, soprattutto di danza, tra cui Maratona d'estate, alla quale si deve, in gran parte, la diffusione della cultura della danza in Italia.
Una vera intellettuale, discreta e altamente professionale. Come ne nascono poche. Mancherà davvero il suo modo intelligente e calmo di fare tv, le sue critiche oneste, mai scomposte e sempre autorevoli.
Visita gli archivi di Persone e Idee
| Tweet | Commenta |