Oltre 6000 visitatori per la mostra allestita nella nuova sede della Fondazione Geiger a Cecina: 55 immagini del National Geographic di primo Novecento

immagine


B.Antony Stewart, Minatore del West Virginia (1938)

immagine


Due piani espositivi, e55 immagini dei fotografi che hanno reso grande il National Geographic. Al secondo piano l'incontro con uno scatto senza tempo: il minatore del West Virginia esposto nella mostra "Il mondo in bianco e nero" alla Fondazione
Culturale Hermann Heiger di Cecina

immagine

Herbert G. Ponting, il Terra Nova intrappolato nei ghiacci

immagine

Edwin L. Wisherd immortala una immensa quercia in Louisiana nel 1929 - La mostra è visitabile fino al 16 settembre con ingresso libero tutti i giorni dalle 18 alle 23 a Cecina (Li)

immagine

National Geographic "Il mondo in bianco e nero"

Un vero successo la mostra Il Mondo in bianco e nero. The World in black and white" allestita nei nuovi spazi della Fondazione Hermann Geiger in Piazza Guerrazzi 32 e realizzata in collaborazione con la National Geographic Society una delle più grandi organizzazioni con scopi scientifici e didattici più grande al mondo.

Lo scatto che resta impresso nell'anima è del fotografo che più di ogni altro ha contribuito al patrimonio del National Geographic: Anthony Stewart era nato a Lynch Station, Virginia, nel 1904. A soli 23 anni era entrato nel National dove rimase quarantadue anni prima di ritirarsi nel 1969 come assistente Direttore della Fotografia. Nel corso della sua carriera, aveva sperimentato la fotografia 35 mm e la fotografia a colori.

Il volto del suo minatore del West Virginia, esposto a Cecina incanta. Gli occhi perforano, l'analisi dell'immagine è stupefacente perchè non è a fuoco ciò che dovrebbe esserlo: sono gli occhi e le rughe a bucare l'obiettivo. Uno scatto epico e quieto che resta nella memoria indelebile e segna la storia di un evento espositivo di altissimo valore.

Gli scatti scelti dal curatore Alessandro Schiavetti nei lunghi e complessi percorsi che hanno preceduto l'allestimento, consentono di entrare in narrazioni fotografiche. La mostra è un viaggio affascinante nel mistero del bianco e nero e nella storia della tecnica fotografica mondiale. C'è la storia dell'Uomo, il suo intrepido sfidare il limite, la sua sete di Eterno, la povertà e la speranza.

Il percorso espositivo raccoglie foto storiche  realizzate attraverso gli occhi e gli obiettivi dei più importanti viaggiatori e ricercatori. E' il Novecento di fotografi, esploratori e naturalisti di una grande istituzione scientifica. 

Si tratta di 55 fotografie in bianco e nero,  molte delle quali inedite in Italia, provenienti dagli archivi della National Geographic Society che possiede una collezione di oltre 11 milioni di fotografie, delle quali meno del 2% è stato pubblicato. Le immagini esposte sono state scattate tra il 1880 e il 1950 circa, in diverse zone del mondo da diciassette fotografi che hanno lavorato per la gloriosa istituzione.

Sono esposte opere di autentiche colonne della fotografia mondiale come Maynard Owen Williams (1888 - 1963), uno dei grandi fotografi del tempo. Corrispondente del National Geographic dal 1919 aveva partecipato all'apertura della tomba di Tutankhamen in Egitto nel 1923. Tra i primi a sfidare l'Artico era salito impavido anche in una delle auto della spedizione francese Citroen-Haardt per la traversata dell'Asia in automobile, evento che segnò gli anni Trenta. Autentico esempio di foto-reporter aveva viaggiato in Grecia, Medio Oriente, Cina, Cecoslovacchia, Afghanistan, Sinai, Paesi Bassi, Indie orientali, realizzando più di novanta articoli.

Altrettanto epiche le foto dell'alpinista-fotografo italiano Vittorio Sella (1859-1943), le cui fotografie  di montagna sono ancora oggi considerate tra le più belle mai realizzate (nel 1881 aveva compiuto la prima traversata invernale del Cervino e la prima traversata invernale del Monte Bianco: nessuno prima di Sella aveva scattato fotografie delle Alpi a tali altitudini). A Cecina però sono proposti due scatti memorabili scatti orientali: la qualità impressionante delle fotografie di Sella è in parte dovuta all'uso di lastre fotografiche 30x40 cm, che portava con sé nonostante la difficoltà di trasporto delle stesse.

Lasciano senza fiato i ritratti del Barone Wilhelm von Gloeden che si distinguono per avere come soggetto soprattutto i giovani di Taormina o meglio l'infanzia. L'allestimento accosta con intelligenza due poli opposti e allo stesso tempo coerenti tra loro perchè posizionati tra mito e realtà. Si tratta di due scatti immortalati nello stesso anno, nello stesso posto e probabilmente anche negli stessi giorni: bambini di Taormina poveri accanto a due apollinei giovanetti in pose classiche.

Mentre Alexander Graham Bell, secondo presidente della National Geographic Society, si concentra sui primi esperimenti di volo compiuti da lui stesso e dai suoi assistenti all'inizio del Novecento, nomi come Clifton R. Adams, J. Baylor Roberts, attraverso i loro viaggi negli Stati Uniti, fissano attimi di vita di persone comuni tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento.

Edwin L. Wisherd 
immortala una immensa quercia in Louisiana nel 1929 e un imperidibile scatto su una orchestrina jazz di bambini neri osservata con curiosità da un unico bianco elemento: una bambina.

Ray V. Davis e Willis T. Lee sono tra i primi ad aver fotografato la bellezza delle Carlsbad Caverns, le stupende grotte del New Mexico considerate patrimonio dell'Umanità.

Attraverso più di 2.000 fotografie A. B. Lewis, all'inizio del XX secolo, ha invece illustrato il suo viaggio nelle isole della Melanesia e in Nuova Guinea, terra immortalata anche dal Capitano Frank Hurley.

Joseph F. Rock, durante il suo soggiorno quasi trentennale in Cina e Tibet, ha documentato con numerose fotografie la vita dei buddisti di quelle terre. Alcuni scatti ritraggono invece le tribù africane ad opera di Volkmar K. Wentzel.  Pierre Daye racconta invece il colonialismo nello stato del Congo Belga.In questo meraviglioso viaggio anche alcune curiosità: George Shiras III è stato invece il primo a scattare fotografie con il flash, in notturna, ad animali selvatici.

Un capitolo importantissimo è quello della fotografia in Antartide. La sfortunata "spedizione Terra Nova" del 1910/13, guidata dal comandante Robert Falcon Scott, venne documentata attraverso le incredibili immagini scattate da Herbert G. Ponting (1870 - 1935) che ha fatto parte di quella missione. Il fotografo ed esploratore inglese autore della foto ritrae la nave "Terra Nova" incagliata nel ghiaccio dell'Antartide che fu poi abbandonata dal suo equipaggio (furono 6 i morti all'epoca).

Il percorso espositivo è arricchito dalla biografia dei vari fotografi e dalla presenza di alcune apparecchiature fotografiche storiche nonchè da una camera oscura che mostra i procedimenti di sviluppo e bagno delle pellicole fotografiche.

La mostra il "Mondo in bianco e nero" aperta fino al 16 settembre è una tappa imperidibile per chi ama la grande fotografia. Conclusa la mostra, le opere torneranno in America.  Realizzata in collaborazione con la National Geographic Society una delle più grandi organizzazioni con scopi scientifici e didattici più grande al mondo (fondata negli USA nel 1888), è davvero un evento imperdibile perchè sosta su uno scampolo di tempo - il Novecento - importante anche per la storia dell'evoluzione della tecnica fotografica. Oltre che dell'Uomo.

(Corona Perer - Cecina, agosto 2012)

> La foto: Edwin L. Wisherd
> Una fondazione per la gioia del bello
> link 

 

NOTA BENE >> Ricordiamo che - senza autorizzazione del Direttore - non è consentito importare testi e foto, ma soltanto l'abstract dando link diretto alla pagina come fonte originale e specificando chiaramente all'inizio del pezzo TESTATA e AUTORE (laddove specificato). Le violazioni vengono perseguite come "violazione del diritto d'autore" come peraltro dettagliato nelle nostre note legali. Foro competente: Tribunale di Rovereto

 

Visita gli archivi di Scatti d'Autore

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata

Commenta