I tanti dubbi: che restano ma anche una vittoria per Pietro Orlandi. La tomba di De Pedis verrà riapertaed ora una nuova pista che porta al sequestro di un mese prima: quello di Mirella Gregori

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"Tutte le Autorità vaticane - sottolinea padre Lombardi - hanno collaborato con impegno e trasparenza con le Autorità italiane per affrontare la situazione del sequestro nella prima fase e nelle indagini successive. Non risulta che sia stato nascosto nulla, né che vi siano in Vaticano "segreti" da rivelare. Continuare ad affermarlo è del tutto ingiustificato".  (Pietro Lombardi portavoce del Vaticano)

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Per commentare l'attesa della verità che da 30 anni
angoscia la famiglia Orlandi, questa immagine del
fotografo Luca Chistè: "L'attesa", 2009

 

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Le 80.000 firme raccolte da Pietro Orlandi e le mobilitazioni di piazza di questi mesi (la prossima il 27 maggio)  non possono più essere ignorate. Ora la questione sta diventando ingombrante e dannosa. Il Vaticano si sente accerchiato intanto la magistratura italiana ha annunciato di recente che la tomba del De Pedis non verrà aperta.

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Caso Orlandi: Emanuela e Mirella, due ragazze e due misteri

Roma 28 aprile 2012 - Mirella Gregori sparì il 7 maggio 1983, Emanuela Orlandi il 22 giugno dello stesso anno. Ora si ipotizza che il sequestro di Emanuela Orlandi sia legato a quello di Mirella Gregori, 16 anni, scomparsa un mese prima.

Entrambe avrebbero avuto a che fare con un finto venditore di prodotti di bellezza Avon, che propose ad Emanuela di distribuire volantini. I sequestri Gregori e Orlandi si intrecciarono, due mesi dopo la scomparsa di quest'ultima. Era il 4 settembre 1983 quando venne fatto trovare uno spartito di Emanuela, quattro giorni dopo la stessa persona (che nell'inchiesta viene indicato come "l'americano") inviò con la stessa calligrafia una lettera alla madre di Mirella, in cui si chiedeva l' intervento di Pertini per la liberazione di Agca.

Il nuovo procuratore, Giuseppe Pignatone, che ha già deciso l'ispezione della tomba del boss «Renatino» De Pedis capo della Magliana ha da sbrogliare una matassa complicata e difficile.Ferdinando Imposimato, oggi legale della mamma di Emanuela, non ha mai avuto dubbi sulla pista internazionale: «Le scomparse sono collegate: Emanuela fu presa per ricattare il Papa, la cui politica anticomunista non era gradita, e Mirella per convincere il presidente Pertini a concedere la grazia ad Alì Agca», afferma l' ex giudice.

Intanto, grazie anche della pressione venuta dalle 80.000 firme ma anche dalla tenacia di Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, si avvicina il momento dell'apertura e dell'ispezione della tomba di Enrico, 'Renatino', De Pedis, il boss della Banda della Magliana sepolto nella basilica di Sant'Apollinare. Entro la fine di maggio la salma dovrebbe essere traslata nel cimitero di Prima Porta. E' quanto è trapelato dalla procura di Roma (fonte Ansa)

Secondo la testimonianza dell'ex amante Sabrina Minardi, sarebbe lui il responsabile della scomparsa di Emanuela Orlandi (22 giugno 1993 all'eta' di 15 anni).

Negli ultimi tempi gli inquirenti avevano maturato l'ipotesi di non aprire piu' la tomba.  Ma il nuovo procuratore Giuseppe Pignatone ha impresso un cambio di rotta. Sulla presenza di De Pedis nella basilica di Sant'Apollinare tutto partì da una telefonata a ''Chi l'ha visto' dedicata alla scomparsa di Emanuela un telespettatore sollecito' l'ispezione del sepolcro e lo stesso Vaticano, recentemente, ha ribadito il proprio ''nulla osta'' ad una ispezione. Ma le recenti dichiarazioni avevano amareggiato non poco Pietro Orlandi.

Padre Lombardi aveva detto che il Vaticano...non ha nulla da nascondere (e nulla da dire). Un atteggiamento assai deludente. I dubbi sono tanti e restano, partiamo da quello che ci sembra più eclatante dopo 30 anni: perché la Santa Sede non rese pubblico, dopo la scomparsa di Emanuela, l'allarme sul rischio sequestro di un cittadino vaticano lanciato mesi prima dai servizi segreti francesi?

Questione topica perchè l'allerta fu tale che altre due giovani cittadine vaticane, figlie del comandante della Gendarmeria e dell'assistente di papa Wojtyla, finiro sotto protezione. La famiglia Orlandi però non ne venne informata.

La pista del rapimento a scopo di ricatto politico-terroristico (per condizionare papa Giovanni Paolo II che aveva concesso fondi a Solidarnosc e avrebbe per questo subito l'attentato di Alì Agca due anni prima) è ancora la più credibile.

Ora con un documento in dieci punti, firmato da padre Lombardi direttore della sala stampa vaticana, il sacro palazzo dichiara la disponibilità a collaborare alle indagini. "Non si frappone nessun ostacolo all'apertura della tomba del boss De Pedis a Sant'Apollinare" si legge in sostanza.

Così la Santa Sede sul caso di Emanuela Orlandi, figlia di un messo pontificio di papa Giovanni Paolo II. Aveva 15 anni quando scomparve nel 1983. Suo fratello Pietro ha da poco lanciato in facebook una nuova manifestazione "per la verità e la giustizia" il 27 maggio a Roma e l'impegno del sindaco, Gianni Alemanno, di affiggere una gigantografia della foto di Emanuela in piazza del Campidoglio.

E la nota arriva (...questa volta appare molto tempestiva) per ricordare che papa Wojtyla lanciò otto appelli per la liberazione della ragazza, e per respingere le accuse di reticenza.

"Tutte le Autorità vaticane hanno collaborato con impegno e trasparenza con le Autorità italiane per affrontare la situazione del sequestro nella prima fase e nelle indagini successive. Non risulta che sia stato nascosto nulla, né che vi siano in Vaticano "segreti" da rivelare. Continuare ad affermarlo è del tutto ingiustificato" scrive padre Lombardi in un documento articolato su dieci punti.

Il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi, dichiara la volontà vaticana a collaborare alle indagini e ribadire che "non si frappone nessun ostacolo" all'apertura della tomba del boss De Pedis a Sant'Apollinare.

Sulla sepoltura del boss della Magliana nella basilica di Sant'Apollinare il portavoce di papa Ratzinger scrive con piglio deciso: "Si ribadisce che da parte ecclesiastica non si frappone nessun ostacolo a che la tomba sia ispezionata e che la salma sia tumulata altrove, perché si ristabilisca la giusta serenità, rispondente alla natura di un ambiente sacro".

"Se le Autorità inquirenti italiane crederanno utile o necessario presentare nuove rogatorie alle Autorità vaticane, possono farlo, in qualunque momento, secondo la prassi abituale e troveranno, come sempre, la collaborazione appropriata".

Negli anni Novanta tre rogatorie caddero nel vuoto e suscitarono polemiche. In rete è facile rinvenire le dichiarazione del vicecapo del Sisde, Vincenzo Parisi, quando dichiarò all'allora giudice istruttore Adele Rando: "L'intera vicenda Orlandi fu caratterizzata da riservatezza da parte della Santa Sede che, pur disponendo di contatti telefonici, non rese partecipi dei suoi rapporti la magistratura e le autorità di polizia. Le ricerche sono state viziate proprio per il diaframma frapposto fra lo Stato italiano e la Santa Sede".

Le nuove rogatorie, che potrebbero essere finalizzate a interrogare due cardinali ancora in vita (all'epoca con posizioni di rilievo) e il funzionario della vigilanza vaticana Raoul Bonarelli, al quale in una telefonata intercettata il suo superiore raccomandò di non riferire al magistrato che il caso "è andato alla Segreteria di Stato".

Pietro Orlandi lapidario ha commentato "Tante, troppe parole, per dire il nulla. Io aspetto fiducioso i fatti" ma soprattutto non ha gradito uno dei passaggi in cui padre Lombardi ricorda che papa Wojtyla si interessò perché gli fosse garantito un posto di lavoro. "Il mio lavoro non sarà mai merce di scambio con la vita di mia sorella. La battaglia per la verità va avanti e la manifestazione del 27 maggio è confermata: se nel frattempo ci verranno forniti gli elementi necessari a cancellare le ombre del passato, andremo a ringraziare il papa. Se invece resteranno zone oscure, la marcia dal Campidoglio a San Pietro avrà a maggior ragione pieno valore".

Le 80.000 firme raccolte da Pietro ora non possono essere ignorate. Ora la questione sta diventando ingombrante e dannosa. Il Vaticano si sente accerchiato intanto la magistratura italiana ha annunciato di recente che la tomba del De Pedis non verrà aperta.

In facebook Pietro Orlandi ha un bel daffare a moderare i gruppi di solidarietà dopo la mobilitazione che a cavallo del 2011 e di quest'anno ha riportato alla ribalta il caso. E' lui stesso ad informare ciò che Veltroni gli ha detto. "Nessuna autorizzazione ministeriale, tutto dipende dal Comune di Roma e da permessi che evidentemente sono stati irregolari".

Nei giorni scorsi anche la nota ufficiale del Ministro degli Interni: "Nessun ufficio dell'amministrazione dell'Interno venne interessato per rilasciare la documentazione necessaria per consentire la sepoltura di Enrico De Pedis nella basilica di Sant'Apollinare. La vicenda, ha ricordato il ministro, ''si inquadra in un contesto normativo che prevedeva, all'epoca, ai fini autorizzatori, un decreto del ministro della Sanità, di concerto con il ministro dell'Interno, previo parere del Consiglio di Stato'' per consentire la sepoltura di De Pedis. Ma le ricerche fatte, ha proseguito, "hanno consentito di accertare che nessun ufficio di questa amministrazione venne interessato: né la Prefettura di Roma, a cui sarebbe stato necessario indirizzare la richiesta di tumulazione, né la Direzione generale dei culti, che avrebbe dovuto esprimere il parere di competenza. La mancata attivazione di questa procedura autorizzatoria, ha concluso Cancellieri, "sembra riconducibile alla circostanza che il luogo di ultima tumulazione, la basilica di Sant'Apollinare, gode del regime di extraterritorialità, essendo ubicata nello Stato del Vaticano".

Ma intanto sono emersi nuovi inquietanti particolari e domani alla trasmissione Rai di Federica Sciarelli il fratello di Emanuela Orlandi ha rivolto un appello all'uomo che durante una delle ultime manifestazioni per la raccolta firma della petizione, lo ha avvicinato dicendogli di sapere chi ci fosse nell'auto dove venne rapita Emanuela Orlandi. "Tu lo conosci" avrebbe detto a Pietro. Ma il personaggio dopo aver affermato questo non ha voluto dire altro, nè dare le proprie generalità.Chi è?

 

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