Muse di Renzo Piano: partenza a luglio 2013
(Milano 18 aprile 2013 -C.Perer) - "Una gemma che nasce da lontano". Incontrando la stampa nazionale nella bibloteca della Triennale di Milano, Marco Andreatta, presidente del nuovo Museo delle Scienze, ha dato il via al countdown ufficiale per l'aperura dell'immaginifico museo trentino. Mancano 100 giorni.
Dopo 10 anni di progettazione, il 27 luglio il MUSE apre le sue porte e mostra l'idea su cui poggia: è un museo delle scienze di nuova concezione, che coniuga natura, scienza e tecnologia. Sorge nell'area dismessa dell'ex fabbrica Michelin su un'area di 11 ettari con l'obiettivo di restituire alla città il suo corso d'acqua (deviato nell'800 dagli Austraici) e riqualifica un'area tra il centro storico ed il fiume.
Il direttore Michele Lanzinger ha insistito su una immagine: non sarà un luogo di conservazione, ma un luogo di esperienza. "Questo museo poggia su due assi fondanti: la conservazione dell'ambiente naturale e l'evoluzione scientifica. Il MUSE si contraddistingue per essere crocevia di dimensioni culturali, tecnologiche e innovative. Dentro il visitatore farà soprattutto "esperienze immersive" cioè di scienza", assicura il direttore. Tra le gemme interne a questo prezioso gioiello c'è la serra tropicale, nella quale troveranno spazio essenze e piccole specie animali provenienti dalle foreste dei Monti Udzungwa in Tanzania, dove da dieci anni operano i ricercatori del Museo.
Un dettaglio sul luogo scelto per il lancio nazionale: "La Triennale è un luogo molto caro a Renzo Piano ed è entusiasmante poter presentare qui un progetto così importante e ambizioso" ha detto l'architetto Susanna Scarabicchi dello Studio Renzo Piano Building Workshop che ha spiegato come il visitatore si muoverà dentro il museo e i pilastri fondanti di questo progetto. Si partirà dall'ultimo piano (il mondo glaciale delle Alpi) per scendere nel cuore della terra, attraversando le tappe dell'evoluzione dell'uomo e del mondo animale e vegetale.
"Allestimenti ultra light. Non volevamo che gli oggetti impattassero. Abbiamo pensato ad uno spazio in law-gravity, ad un mondo sospeso, che galleggia" ha detto Scarabicchi. Renzo Piano, assente in quanto impegnato a Sidney per sopralluoghi, aveva detto alla consegna "Rappresentiamo un mondo fragile, che è anche l'unico che abbiamo a disposizione". C'è dunque molto pensiero dietro le scelte degli spazi.
L'edificio è costituito da una successione di spazi e di volumi, di pieni e di vuoti; in alto le grandi falde della copertura, che ne assecondano le forme, rendendole riconoscibili anche all'esterno. Partendo da est, il primo volume contiene funzioni non accessibili al pubblico quali uffici amministrativi e di ricerca, laboratori scientifici (che saranno aperti al pubblico), aree espositive.
Scarabicchi ha anche fornito alcuni dettagli sulla struttura, come la sua certificazione energetica tra le più alte (Leed Gold, sarebbe platinum se si fosse scelto di avere una caldaia dentro il compound, ma con una scelta più lungimirante, la centrale serve tutto il quartiere).
Renzo Piano ha posto particolare attenzione agli aspetti ambientali e al risparmio energetico perciò sarà un eco-museo: il sistema degli impianti per il funzionamento dell'edificio è centralizzato, meccanizzato e sfrutta diverse fonti di energia rinnovabili (in particolare quella solare, con l'uso di celle fotovoltaiche e pannelli solari) e la geotermica, con lo sfruttamento di sonde a scambio termico.
Assente il presidente Pacher impegnato a Roma nelle votazioni presidenziali, la Provincia Autonoma di Trento e' stata rappresentata dal dirigente del dipartimento per i lavori pubblici, Raffaele De Col. "Dopo 160 anni finalmente la città si riavvicina al fiume Adige proprio grazie al MUSE e per noi questo ha una grande importanza. Il MUSE è il primo passo per far rivivere la zona del lungo fiume, con progetti e iniziative che verranno dalla spinta propulsiva di questo nuovo museo".
Lucia Maestri, che da consigliere comunale aveva visto la gemmazione dell'idea (nel 2001 un piano urbanistico provò a immaginare un Science Center nell'area ex-Michelin) e oggi da Assessore alla Cultura del Comune di Trento, ha accompagnato passo dopo passo il cammino finale, ha sottolineato la lungimiranza del progetto.
"Abbiamo creduto in una sfida della conoscenza, appoggiando il concetto che lo sviluppo debba anche essere legato al valore immateriale della vita".
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