
Armenia, terra di infiniti naturali
La Pasqua (Zatik) è una delle festività più sentite
L'Armenia è terra di infiniti naturali. Gli Armeni vantano storia biblica e un passato glorioso. La terra degli Armeni respira di aneliti di libertà e di lotte per la sopravvivenza, contesa e contrastata da dispute ed invasioni.
Terra di cime innevate, di laghi sospesi nell'azzurro, di ruvide pietre, l'Armenia è la patria di uno dei popoli più antichi del Vicino Oriente, con una sua distinta fisionomia etnica, linguistica, politica e un immenso patrimonio culturale e siti Unesco. La storia degli armeni si legge nei ricami scolpiti dei khachkar , le croci di pietra che sono uno dei simboli di questo popolo che ha saputo mantenere la sua identità culturale. Un popolo che ha sempre riconosciuto il valore del sapere e della conoscenza, come testimonia il Matenadaran, l’Istituto dei manoscritti che conserva un patrimonio di inestimabile valore composto da oltre 17.000 manoscritti e libri antichi in armeno e altre lingue.
L’Armenia, piccola repubblica del Caucaso meridionale, ha paesaggi di grande fascino: altopiani e vallate che si aprono tra montagne che arrivano a superare i 4.000 m slm. Una civiltà, quella armena, che vanta tremila anni di storia, una lingua unica e un alfabeto originale.
Oggi è il più piccolo stato indipendente dal 1991 delle ex Repubbliche Sovietiche. Il territorio si estende tra il Mar Nero ed il Mar Caspio, la popolazione originaria della terra dell’Ararat, su cui secondo la Bibbia sarebbe approdata l’Arca di Noè, ha forgiato la propria identità nazionale fin dall’antichità con l’emergere di potenti regni e l’adozione del Cristianesimo nel 301 d.C. Crocevia di scambi commerciali sulla Via della Seta e terra di invasione di potenti imperi, l’Armenia ha saputo conservare nei secoli la sua unicità.
Primo paese al mondo a adottare il Cristianesimo come religione di stato nel 301, l’Armenia è uno scrigno di storia, arte e spiritualità che si dischiude visitando possenti monasteri medievali arroccati su maestose montagne, aree archeologiche, monumenti e musei.
La Pasqua (Zatik) è una delle festività più sentite della Chiesa Apostolica Armena. Quest’anno, come in Italia, si celebra domenica 20 aprile, e rappresenta il momento ideale per scoprire l'Armenia, un paese in cui spiritualità e tradizione si fondono in un rito condiviso, autentico e ancora profondamente vissuto.
La sede spirituale della Chiesa Apostolica Armena, oggi Patrimonio UNESCO si trova a soli 20 km dalla capitale Yerevan: Echmiadzin. Qui, nella cattedrale fondata nel IV secolo dal patrono dell'Armenia, San Gregorio l’Illuminatore, e riaperta al pubblico nel settembre 2024 dopo un lungo restauro, si svolge la celebrazione pasquale più solenne e partecipata.
La liturgia, accompagnata da canti armeni di rara bellezza, si svolge in un’atmosfera suggestiva, tra affreschi antichi illuminati dalle candele e il movimento armonico del clero in paramenti ricamati e copricapi a cono neri. Al termine della messa, i fedeli si scambiano l’antico saluto pasquale: “Kristos haryav i merelots” – Cristo è risorto dai morti.
La celebrazione prosegue a tavola, dove la Pasqua si trasforma in un momento di condivisione e memoria culinaria. Le famiglie si riuniscono per gustare piatti simbolici: pesce, uova sode, riso pilaf con frutta secca e l’Atsik, pietanza a base di grano che richiama il mistero della resurrezione: il chicco che muore per rinascere. Le uova colorate, spesso tinte con bucce di cipolla rossa, sono protagoniste del gioco pasquale più amato: la battaglia delle uova, in cui vince chi riesce a rompere l’uovo dell’avversario senza danneggiare il proprio.
La cucina pasquale armena racconta storie di fede, di natura e di stagioni che tornano. Spicca la trota Ishkhan, pescata nel Lago Sevan e servita con erbe aromatiche, e il riso pilaf, conviviale e simbolico, con l’uvetta che rappresenta i fedeli.
Non può mancare il vino, presente nei riti religiosi ma anche nei brindisi familiari: l’Armenia, non a caso, ospita la cantina vinicola più antica al mondo, scoperta nella grotta di Areni-1 e datata oltre 6.000 anni fa. E poi il lavash, il pane sottile e morbido simbolo di ospitalità e continuità culturale, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.
La ricchezza etnica si riverbera nella altrettanto ricca tradizione enogastronomica dell’Armenia, che affonda le radici nella tradizione e comprende il tipico pane lavash, Patrimonio Culturale Immateriale Unesco, i tolma, involtini di foglie di vite, dolci come il gata, tanto semplice quanto squisito.
L'ente del turismo dell'Armenia investe sull'Italia, un mercato italiano con grandi margini di crescita grazie ai voli diretti da tre aeroporti nazionali.
“Con entusiasmo, stiamo aumentando i nostri sforzi per presentare l’Armenia al vivace mercato italiano. E' molto facile raggiungere l’Armenia, che affascina per la ricchezza dei suoi tesori culturali. Dai paesaggi mozzafiato, al ricco patrimonio culturale e alla calorosa ospitalità, siamo fiduciosi che qesplorare le meraviglie dell'Armenia contribuisce a creare ricordi duraturi." afferma Sisian Boghossian, direttrice del Tourism Committee of Armenia.
Per chi ama la natura e le attività all’aria aperta, questo piccolo paese offre una miriade di possibilità, dall’escursionismo al trekking, basta scaricare l’app HikeArmenia per orientarsi su tutti i sentieri del paese. Una delle attrazioni è rappresentata dai voli in mongolfiera per ammirare il paesaggio in tutto il suo splendore.
L’Armenia è anche una destinazione per gli sport invernali, con stazioni sciistiche come Tsaghkadzor, con modrerni impianti che arrivano a oltre 2800 m slm e il nuovo ski resort MyLer Mountain Resort a Yeghipatrush, entrambi a breve distanza da Yerevan.
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