
La grandezza della castagna
Il frutto dietro al quale si legge la storia
(Corona Perer) - Avere un albero di castagno in altre epoche significava possedere una fortuna e soprattutto vivere dignitosamente. La castagna dava la farina, riempiva lo stomaco, assicurava salute. Non a caso il Castagno era chiamato anche l'Albero del Pane.
Tra il 1200 ed il 1700 la pedemontana trevigiana era un’area naturalmente vocata allo sviluppo della castanicoltura, come confermano numerosi toponimi. E' da lì che viene il celebre Marrone di Combai. Anche il Trentino Alto Adige aveva paesi vocati al castagno come Castione di Brentonico (il suo nome dice tutto) e Lana dove c'è un meraviglioso sentiero che si snoda attorno ad alberi secolari: è il Sentiero del Castagno.
Il sentiero del Castagno a Lana
In Italia, esistono 15 prodotti a base di castagne e marroni che hanno ottenuto riconoscimenti europei come DOP (Denominazione di Origine Protetta) o IGP (Indicazione Geografica Protetta).
Il castagno rientra tra le produzioni locali pregiate e di nicchia e l’Italia è tra i più importanti attori sul mercato internazionale dei prodotti castanicoli. Tuttavia, gli operatori di filiera devono affrontare importanti problemi sia nella gestione dei castagneti, sia nella valorizzazione dei prodotti, in un contesto che richiede sempre più l’inserimento di nuove forze nella conduzione, anche in considerazione delle importanti ricadute ambientali e socio-economiche del settore.
Ogni anno, in autunno, ci sono feste ovunque lungo lo stivale, ma mancava una fiera. La nuova scommessa di Firenze Fiera è Castanea Expo 2025, la prima fiera nazionale dedicata al mondo dell’albero del castagno e dei suoi frutti che si svolgerà alla Fortezza da Basso di Firenze dal 12 al 14 dicembre 2025.
Una nuova manifestazione sulla castanicoltura italiana, tra domanda, offerta e innovazione, che spazia ad ampio raggio dalla coltivazione alla trasformazione di marroni e castagne nelle pregiate farine ‘gluten free’ fino al loro utilizzo in pasticceria, nella ristorazione, nella produzione di birre artigianali e nei prodotti innovativi, fonte di salute e di benessere per il loro contenuto in carboidrati complessi, potassio, fosforo e magnesio.
Le aziende agricole con castagneto da frutto in Italia sono circa 18.000 con una superficie investita a castagneto da frutto pari a poco meno di 43.000 ettari per una produzione annua di 50.889 tonnellate. Il Trentino ha una superficie coltivata a castagneti di 240 ettari per una produzione annua di 15.000 quintali.
Le castagne sono particolarmente ricche di carboidrati, ottima alternativa al pane, alla pasta o alle farine adatti anche a chi soffre di celiachia poiché non contenenti glutine.
Sono ricche di sali minerali e vitamine e in particolare di vitamine del gruppo B, vitamina E, vitamina K, potassio, fosforo, magnesio, zinco, rame e manganese.
Sono un frutto particolarmente calorico, 100 g di castagne apportano circa 174 calorie, e per questo motivo andrebbero consumate con moderazione fuori pasto oppure sostituite ad altri alimenti nel pasto principale. Inoltre sono molto sazianti, grazie alla gran quantità di carboidrati amidacei, ma al tempo stesso sono povere in grassi. Hanno un indice glicemico medio-alto, anche se più basso rispetto alla farina bianca o al riso brillato e analogo a quello della farina integrale.
Hanno proprietà antinfiammatorie, grazie alla presenza di acidi fenolici conosciuti per il potente potere antiossidante; ripristinano l’attività intestinale, grazie all’abbondanza di fibre; hanno un’attività prebiotica, (si parla di attività prebiotica quando ci si riferisce a tutti quei composti in grado di essere utilizzati dalla nostra flora batterica come substrato di crescita, per alimentarsi e rimanere in salute).
Le castagne abbassano i livelli di colesterolo LDL, essendo ricche di fibre limitano l’assorbimento del colesterolo. Oltre alle fibre, a favorire la riduzione del colesterolo intervengono anche gli acidi grassi omega3 e omega6 presenti nel frutto.
E non è tutto perchè sono ricostituenti, possiedono acido folico (dunque sono ottime in gravidanza o in caso di anemia). Prevengono le patologie neurodegenerative, grazie alla presenza di vitamina E, fondamentale per il benessere del nostro sistema nervoso e per la prevenzione di una serie di patologie degenerative legate all’età.
Sono utili anche per la pelle per la loro azione riparatrice grazie al contenuto di antiossidanti l’estratto di castagne potrebbe risultare utile nel migliorare l’idratazione e il danno alla pelle provocato dall’esposizione ai raggi UV, contengono zinco, e sono utili alla salute della prostata.
Spesso però ad ammalarsi ....sono gli alberi di castagno. In Trentino hanno trovato sede anche le prime ricerche sul cancro della corteccia o il mal dell’inchiostro e avversità entomatiche come i Lepidotteri Tortricidi e la vespa cinese. Tra i primi, Cydia fagiglandana Zel. e C. splendana Hb. sono le specie più dannose. Per combattere tali parassiti sono state messe a punto tecniche innovative di lotta biologica, basate sulla confusione sessuale o rilascio di un parassitoidi.
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