Arte, Cultura & Spettacoli

Fortunato Depero, il futurista

Nuovo allestimento a Casa Depero con un omaggio a Rosetta, la moglie

(Corona Perer) - Fortunato Depero il futurista, artista e mago. Capì che il futuro sarebbe andato verso una nuova arte: la pubblicità. Le grafiche dell'artista conservano una straordinaria modernità. Uno dei meriti artistici di Fortunato Depero è di aver realmente innovato, rivoluzionando l'arte, spingendola alle sue applicazioni nel nascente mercato pubblicitario di inizio '900. Definirlo genio futurista è assolutamente appropriato.

E accanto ebbe una donna innamorata e paziente che lo seguì in ogni attività e per lui ricamò i famosi arazzi: Rosetta. A guardarla negli occhi si intuisce non solo una donna innamorata, ma anche intelligente, di carattere. Pronta a tutto per il suo uomo, anche a faticosi (e per il tempo avventurosi) viaggi transoceanici, come avvenne nel 1930.

I capelli di Rosetta, Roma,1917
Mart, Archivio del ‘900, Fondo Depero

A Rovereto a dieci minuti dal Mart si trova la Casa d’Arte Futurista Depero, ideata dal grande artista di cui porta il nome. Vero pioniere del design contemporaneo, Fortunato Depero curò personalmente ogni dettaglio: i mosaici, i mobili, i pannelli dipinti. Alla base un progetto dissacrante e profetico: l’abbattimento di ogni gerarchia nelle arti.

Depero morì poco dopo l’apertura della Casa, inaugurata nel 1959. Dopo un complesso e decennale restauro, curato dall’architetto Renato Rizzi, è cominciata la seconda vita della Casa Depero. Gli accurati lavori hanno permesso il recupero delle zone originali progettate dall’artista, completandole con due nuovi livelli ispirati direttamente al gusto di Fortunato Depero. Affidata al Mart di Rovereto, la Casa riapre nel 2009, anno del centenario del Futurismo.

A Casa Depero si possono ammirare alcuni dei 3000 oggetti lasciati dall’artista alla città: dipinti, disegni, tarsie in panno e in buxus, grafiche, giocattoli, mobili, disegni, locandine, collage, manifesti, prodotti d’arte applicata. Le opere sono rappresentative di tutto l’arco dell’intensa attività dell’artista, dalle sperimentazioni del primo Novecento alle commissioni pubbliche degli anni Cinquanta.

Un  nuovo allestimento rende omaggio alla moglie ''Elogio di Rosetta | Opere dalla Collezione Fedrizzi'' a cura del Mart e di Ecoltura, è il nuovo focus della Casa d’Arte che omaggia Rosetta Amadori (Rovereto, 1893-1976) e si propone di delineare il suo ruolo accanto al marito Fortunato Depero, lungo una vita di intenso lavoro, sacrifici e distanze, reciproca e passionale dedizione.
 

 

Tessitrice dei famosi arazzi attribuiti al marito, ha svolto un’attività insostituibile per la Casa d’Arte Futurista e, una volta rimasta vedova, nella creazione e nella promozione della Galleria Museo Depero. 

studio fotografico B. Filippini: ''Lavorazione delle tarsie in panno nel salone di casa Keppel'', Rovereto 1920
Mart, Archivio del 900, Fondo Depero

Questa fervente attività, testimoniata in opere e documenti, è stata esplorata in un lavoro di ricerca condotto dal Mart insieme all’Università di Trento

L’allestimento della Casa d’Arte Futurista accosta alcune opere dell’articolata Collezione Fedrizzi, esclusivamente dedicata a Fortunato Depero. 

La raccolta nasce dal legame dell’artista con Giuseppe Fedrizzi, suo medico oculista e appassionato estimatore, che nel tempo ha raccolto un significativo nucleo di opere e disegni di diverse tecniche, riconducibili a decenni differenti, recentemente depositato al Mart per volontà dei figli.

Fortunato Depero: Rosetta con cane in braccio, 1930 ca. (Collezione privata)

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UN CAPITOLO A SE' NELLA STORIA DELL'ARTE 

Nato a Fondo il 30 marzo 1892, Depero è stato artista a tutto tondo: non solo pittore, scultore, designer, illustratore, scenografo e costumista italiano, ma anche intellettuale vivace, tra i firmatari del manifesto dell'aeropittura e rappresentante del cosiddetto "secondo futurismo". Eclettico, ironico e visionario, Fortunato Depero è stato uno dei maggiori rappresentanti del Futurismo.

Nella sua lunga esperienza artistica, Fortunato Depero ha costruito una forma d’arte totale che ha spaziato dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità divenendo uno dei protagonisti del movimento futurista. Il suo fu un viaggio attraverso  molteplici ambiti creativi.

A Capri visse una delle stagioni più creative, che avrà il suo acme tra il 1916 e il 1918: quella legata all’avventura teatrale. A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero darà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una casa d'arte specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello delle tarsie in panno che avranno un grande successo a Parigi, all’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes.
 
Infine, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e la moglie Rosetta si trasferiscono a New York nel 1928 aprendo la Depero's Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d'arte di Rovereto.

Oltre l'Oceano avverte la quintessenza di futuro, movimento, insomma l'habitat ideale per il suo agire artistico. Nel 1928 si trasferisce quindi a New York, tempio della modernità per il mito futurista. Ci va con la moglie Rosetta. Ma le difficoltà sono da subito enormi: il mercato americano, più conservatore del previsto, è, infatti, chiuso a qualunque proposta d'avanguardia.

Durante il soggiorno newyorkese, svolge un'intensa attività nei settori della scenografia teatrale e della pubblicità. Nel 1930, Depero deluso e con pressanti problemi economici rientra in Italia, ma un quadro rappresenta la vitalità che il "Mago" percepisce e vive  nella grande mela. E'  "Big sale" esposta a Madrid alla mostra della Fundación Juan March di Madrid ad offrire una visione rinnovata dell’Avanguardia delle avanguardie”, il futurismo italiano.

E poi concepisce il futuro della pubblicità. La pubblicità è una fase della vita di Fortunato Depero iniziata con tante speranze ed entusiasmo e finita con qualche delusione da caricare sulle spalle: la pubblicità. Che a sua volta è esito di un contatto adrenalico: quello con l'America.

A lui si deve una ''rottura'' con i criteri classici del manifesto pubblicitario: ne rivide anche l’impostazione puntando soprattutto sul carattere tipografico considerato elemento caratterizzante e simbolo del prodotto.

Reduce dall'importante collaborazione con Diaghilev, impresario dei Balletti Russi, che gli commissiona la scenografia e i costumi per il balletto musicato da Strawinskij, "Le chant du rossignol",  e forte dei suoi contatti (grazie a Diaghilev, Depero ha infatti incontrato il ballerino Massine, il poeta Cocteau e molti artisti, fra cui Picasso, Larionov e la Goncharova nonchè il poeta svizzero Gilbert Clavel, con il quale soggiorna a Capri), comincia a sentire un bisogno di America.

Nel 2020 la pandemia di fatto condizionò le celebrazioni per i 60 anni dalla morte: Fortunato Depero moriva infatti  il 29 novembre 1960 dopo una vita non facile ma non priva di successi e destinata a lasciare il segno.

(C.Perer)


Autore: Corona Perer

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