
Ospedali dipinti
Come rendere il ricovero pediatrico meno pesante
A tutti è capitato di entrare in un ospedale. Mentre sei in attesa, inevitabilmente, ti guardi in attorno. Quando entri in un ospedale resti necessariamente in attesa e questo procura sempre e comunque un senso di angoscia. È stato scientificamente dimostrato che un ambiente più accogliente e familiare, può incidere sul benessere delle persone, anche a livello clinico.
A Milano è partita la campagna “Sognare a colori” per il nuovo reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Buzzi di Milano. Un progetto all’avanguardia per il benessere di neonati e famiglie: rendere l'ambiente della cura, così carico di angoscia, più umano e
accogliente.
Il nuovo reparto di Terapia Intensiva Neonatale e Patologia Neonatale del Padiglione Emergenze-Urgenze (DEA) è in costruzione . L’Associazione OBM ETS ha avviato la campagna “Sognare a colori” per sostenere la realizzazione e trasformare l’esperienza di cura dei neonati prematuri e delle loro famiglie, offrendo spazi innovativi e personalizzati, pensati per favorire la vicinanza genitore-bambino anche nei momenti più critici.
I 26 posti letto saranno distribuiti in: 8 posti di Terapia Intensiva, riservati ai neonati con le condizioni più critiche; 12 posti di Sub-Intensiva, per i piccoli che necessitano di cure complesse ma meno intensive; 6 posti di Patologia Neonatale, per i bambini con patologie più lievi o in fase di dimissione. Ogni posto letto sarà collocato in stanze singole, le “Family Room”, progettate per
garantire la presenza costante di un genitore accanto al bambino.
Sarà Silvio Irilli, artista a realizzare l'opera. Lui è il fondatore del progetto Ospedali Dipinti (un progetto artistico per umanizzare reparti di strutture ospedaliere attraverso decorazioni a tema che da 13 anni veste di colore e sorrisi i reparti di pediatria, degli ospedali italiani (già 32 quelli realizzati).
Le sue immagini saranno ispirate al tema della serenità e dell’accoglienza, per creare un ambiente meno asettico e più a misura di bambino e famiglia.
"Guardando la foto del bambino prematuro ricoverato con gli occhi chiusi ho immaginato che stesse sognando e ho pensato che il progetto potesse intitolarsi "Sognare a Colori" e che la sua sfida per la vita potesse essere un viaggio colorato" - racconta Silvio Irilli - “Entrare nel reparto sarà un percorso nei colori della natura dove ogni stanza avrà un titolo come la Coccinella, la Formica, la stanza Girasole, la stanza Margherita. Nei corridoi i soffitti si apriranno nel cielo per portare una nuova luce e trasmettere serenità anche al personale sanitario, perché come dico sempre decorare un reparto non è solo abbellire un ambiente, ma anche portare un messaggio di accoglienza e di sollievo.
Anche a Padova c'è un progetto analogo. In Galleria Duomo, entrare nell’atelier di Barbara Jacopetti consente di capire un lavoro che è diventato una missione: decorare i luoghi di cura.
L'artista ha decorato il Day Hospital oncologico pediatrico dell'ospedale di Padova e grazie al finanziamento della Fondazione Luca Ometto ha decorato la sala d'attesa dello IOV, l'Istituto Oncologico Veneto. Lavora nelle comunità educative residenziali di minori facendo arteterapia con ragazzi di età differenti. L'arteterapia è una vocazione alla quale Barbara Jacopetti associa le parole di Mimmo Roselli, artista, pronunciate nel 2012 alla Conferenza della Fondazione Bracco:
“Offrire un ancoraggio visivo al malato, e non solo a lui, significa consegnare un ambiente che abbia dei punti di scarico della tensione, che accompagna sia il praticare che il ricevere una terapia. Ebbene se, in spazi idonei, noi creiamo dei punti di attrazione dello sguardo, possiamo ritenere di poter spezzare, attraverso il senso della vista, quel circolo di tensione-ansia creata dalle pratiche terapeutiche”.
''L' atelier è nato a dicembre, con l'idea di creare, parallelamente al mio studio privato, uno spazio visibile e accogliente per presentare il mio lavoro. Sono un’artista che crea opere allo scopo di decorare i reparti degli ospedali. Attualmente sto lavorando con la fondazione Luca Ometto e, a breve, andremo ad allestire il reparto di Neurochirurgia'' spiega l'artista. ''Si tratta di luoghi che a livello clinico sono vere eccellenze, ma che a livello di accoglienza spesso risultano freddi, asettici. L’idea è proprio quella di renderli più familiari, più umani: è stato scientificamente dimostrato che un ambiente più accogliente, più caldo, aiuta non solo i pazienti -che magari sono in attesa dell'esito di un esame o di una diagnosi, e quindi vivono un livello di ansia molto alto- ma anche il personale medico che ci lavora tutto il giorno''.
Chi sono i personaggi che vivono nelle sue opere? ''Adoro trasformare la realtà. Prendo spunto da situazioni quotidiane e poi le interpreto. Saltano fuori personaggi buffi, che spesso volano. Mi piace il mondo surreale. Amo Chagall e Magritte che spesso mi ispirano e sono alla continua ricerca di una sintesi tra segno e colore''.
www.giornalesentire.it
www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*
Commenti (0)
Per lasciare un commento