Arte, Cultura & Spettacoli

Verona: Palazzo Maffei

La collezione Luigi Carlon: anche una barca funeraria egizia

12 gennaio 2024 - E'  punto di riferimento per gli amanti dell'arte nella cuore della bellissima Verona. Palazzo Maffei, racchiude capolavori che attraversano più di cinque secoli: oltre 350 opere collezionate con amore da Luigi Carlon, che offrono un focus importante sui grandi maestri del XX secolo, tra Futurismo italiano e  Metafisica, arte moderna e contemporanea. Da Picasso a De Chirico, da Mirò a Kandinskij, da Magritte a Fontana, Burri e Manzoni. La Collezione Luigi Carlon, è ricca di opere straordinarie.

Ma tra i reperti è entrato qualcosa di veramente speciale: il modello di imbarcazione funeraria a vela proveniente dall’Antico Egitto. Ha quasi 4000 anni questo pezzo strabiliante entrato nella wunderkammer del Museo veronese. E' il più antico tra le oltre 650 opere esposte.

La nave, confrontabile con quella custodita nel Museo del Louvre a Parigi, testimonia il forte senso della vita nell’aldilà tipico della cultura egizia, simboleggiando il trasporto dell'anima del defunto dal mondo dei vivi al mondo dei morti. Era infatti convinzione che il defunto sarebbe entrato nella Duat (il Regno dei morti) con il suo corpo – motivo per la mummificazione e la conservazione degli organi più importanti – e qui il dio Osiride avrebbe infuso nuovamente il soffio della vita. Chi non avesse posseduto una barca propria infatti, non sarebbe potuto entrare nella Duat finché Anubi in persona non lo avesse traghettato sulla Barca della Sera: un passaggio tuttavia pieno di insidie per l’anima del defunto, che doveva resistere ai demoni incontrati nel percorso, tenuti a bada solo da una Barca Solare (la Barca di Ra ), che conduceva l’astro  attraverso le ore del giorno da Oriente ad Occidente.

Databile tra il 1939 - 1850 a. C., carica di significati e speranze, l’imbarcazione lunga 50 cm appartiene a quel gruppo di modellini,
prodotti nel Medio Regno depositati all'interno delle sepolture dei dignitari egizi.


Sotto la struttura mobile coperta (la cabina), si scorge così il corpo del defunto circondato da sei rematori inginocchiati che simulano il movimento della remata, mentre a poppa vi è il timoniere.

Completo di tutte le sue parti primarie, in legno modellato e intagliato con tracce di policromia, il reperto esposto a Palazzo Maffei ha lo scafo con decorazioni lineari bianche e brune e fori di innesto per il fissaggio dei vari elementi mobili e dei personaggi, mentre l'albero maestro è disposto centralmente e dotato di vela arrotolata che poggia orizzontalmente su un ulteriore supporto mobile. Il tutto per rendere “funzionante” l’imbarcazione anche nell’aldilà, affinché il defunto potesse essere condotto con sicurezza a destinazione.

“Sono sempre stato attirato da queste Barche Sacre egizie - racconta Luigi Carlon - In quest’opera, nella barca a poppa c’è il timoniere, mentre a prua si trova una misteriosa figura vestita di bianco che sta per passare dal mondo dei vivi all’Aldilà”.Anche gli Egizi credevano in un mondo ultraterreno e la barca serviva per trasportare il defunto in un nuovo mondo. Anche qui c’è a poppa il timoniere e poi i rematori e il corpo del defunto. E’un’opera che trasmette molte emozioni –  aggiunge il collezionista e presidente della Fondazione di Palazzo Maffei - e fa pensare che il mondo reale è strettamente legato ad un mondo spirituale. Penso sia importante che questa imbarcazione si trovi  ora nella collezione e possa trasmettere ai visitatori riflessioni profonde, insieme alla conoscenza della affascinanti usanze di un popolo straordinario”.

La barca funeraria è stata collocata nel secondo piano espositivo, che già riunisce, tra le altre cose, alcuni pezzi antichi di provenienza greco-romana e la “summa”del sapere con l’edizione integrale del Encyclopédie di Diderot e d’Alambert.

Un’altra civiltà fa dunque il suo ingresso nelle sale di Palazzo Maffei, una nuova occasione per scoprire le tante, differenti forme e vie che hanno dato espressione all’arte e alla cultura. Palazzo Maffei Casa Museo, a Verona, riaperto il 23 ottobre 2021 offre anche spazi culturali per le attività, come il “Teatrino di Palazzo Maffei”, con una platea di oltre 100 posti, i suoi sipari d’autore, sette straordinari affacci panoramici su Piazza delle Erbe e una biblioteca specialistica.

Questo luogo di bellezza e arte ha arricchito l'offerta turistica di Verona. La collezione che abita queste stanze è iniziata più di cinquant’anni fa, una raccolta eclettica, cresciuta senza limiti cronologici e di genere: dipinti, sculture, incisioni, disegni, miniature, libri antichi ma anche maioliche, bronzi, avori, oggetti di vita quotidiana, mobilio e manufatti decorativi, dall’antichità ai giorni nostri.

La ricchezza e la qualità della raccolta Carlon è ben bilanciata tra arte moderna e contemporanea - ma non mancano dipinti, fondi oro e sculture dei primi secoli dell’anno Mille, la collezione contiene molti nuclei significativi, come nel caso della ricca presenza di opere appartenenti alla pittura veronese, dal 1400 alla fine del 1700, o del futurismo italiano, o, ancora, della metafisica e del surrealismo, della pittura astratta della seconda metà del XX Secolo.

Un itinerario ricco di opere straordinarie documenta anche l’arte del ‘900 italiano, e non solo. Sono presenti anche le avanguardie storiche, italiane e straniere: Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini, ma anche Pablo Picasso e Georges Braque; Giorgio de Chirico, Felice Casorati, Giorgio Morandi accanto a René Magritte, Max Ernst, Marcel Duchamp, Afro, Emilio Vedova, Lucio Fontana, Alberto Burri, Tancredi, Gino De Dominicis, Piero Manzoni, per citare alcuni dei principali artisti.

Anche l'edificio è un vero gioiello. Il suo nucleo originario è tardo-medievale. Sorge nell’area del Capitolium, della Verona municipium romanum. Il Palazzo delimita - assieme alla Torre del Gardello - il lato nord occidentale dell'antico Foro romano di Verona e fa da quinta naturale a Piazza delle Erbe. La facciata barocca si impone all'occhio di chiunque e una volta varcato l'ingresso l'imponente scalone elicoidale introduce in ambienti di rarefatta bellezza tra stucchi e pitture.

 

Il  restauro che ha portato il Palazzo all'originario splendore uno dei più scenografici edifici seicenteschi della città è stato curato da Massimo Tisato, ha operato un “riordino” generale e l’intervento conservativo ha coinvolto le decorazioni del piano nobile, i soffitti decorati, gli affreschi, le decorazioni in stucco, gli elementi lapidei del salone centrale.

Ricchissima la presenza di rari manufatti artistici, preziosi oggetti d’arte applicata ma anche d’uso comune, provenienti dall’Oriente e da più vicini Paesi europei, che testimoniano l’apertura della raccolta a tutte le arti, secondo un’idea collezionistica che sta tra l’antica Wunderkammer dei Principi e la Gesamtkunstwerk (opera d’arte totale), la ricerca di una perfetta, ideale sintesi delle arti, pittura, scultura, decorazione e architettura.

 

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