
Mele: il punto sul mercato
La produzione di Mele in Trentino: crescono però anche le giacenze
13 febbraio 2025 - Cresce il mercato delle mele. Qualità e proprietà nutritive della mela trentina sono ormai note. Per quanto riguarda il mercato italiano, le vendite nel mese di gennaio hanno superato le 218.500 tonnellate, un andamento molto positivo rispetto allo stesso mese dello scorso anno (+13%). Le giacenze al primo febbraio di mele da tavola si assestano a quota 1.065.636 tons., 4% superiori rispetto al 2024.
A livello varietale, complice la produzione ridotta della Golden delicious, soprattutto per quanto riguarda i calibri più grossi di prima categoria, le giacenze rimangono inferiori del -9,5% rispetto allo scorso anno, e le vendite in gennaio superano la quota di 54.000 tons. Buone le vendite anche della Red delicious che sono superiori del 10% rispetto alla media delle vendite di gennaio degli ultimi quattro anni.
Con vendite superiori alle 35.000 tons. segna una buona performance anche la Gala, che terminerà prima del previsto.
Le previsioni di produzione 2025 per l’emisfero sud stimano invece volumi in aumento del 5,5% rispetto allo scorso anno, confermando un mercato di esportazione competitivo per i produttori italiani ed europei.
Assomela s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale. Raggruppa le OP VOG (Marlene), VIP (Val Venosta), il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco, Joinfruit e Gullino della Regione Piemonte, Melavì della Regione Lombardia e Frutta Friuli Sca della Regione Friuli-Venezia Giulia.
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LA MELA E IL VALORE DEL SUO GENOMA
Cosa significa conoscere il genoma del melo? Ve lo spieghiamo in due parole: l’obiettivo è costituire varietà di mele che riducano gli interventi agrotecnici, realizzando così una frutticoltura più sostenibile, ovvero una mela che dura di più, è buona, non si ammacca.
La mela è il frutto più importante delle regioni temperate. Delle 3000 varietà note circa dieci coprono oltre il 70 per cento della produzione mondiale. L’Italia è il sesto produttore al mondo, il secondo il Europa, con 2,2 milioni di tonnellate di mele prodotte. Il Trentino, territorio tra i più vocati per la frutticoltura di qualità, dedica alla produzione della mela una superficie di circa diecimila ettari per un totale di circa 450 mila tonnellate (2009), rappresentando il 21 per cento del mercato nazionale (una mele su cinque consumate in Italia è trentina) ed raggiungendo assieme all’Alto Adige oltre il 60 per cento della produzione italiana.
Una mela su cinque in Italia è trentina. Dopo la decodifica del genoma della vite, la Fondazione Edmund Mach-Istituto Agrario di San Michele all’Adige ha sequenziato il genoma del melo della varietà Golden Delicious.
I risultati del progetto, durato due anni e finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, vengono da lontano. Nel corso del 2007 e 2008 sono state prodotte le sequenze del DNA di melo (circa 13 miliardi di nucleotidi sequenziati) e nel 2009 i ricercatori hanno effettuato l’assemblaggio e la ricostruzione del contenuto ordinato dei geni dei 17 cromosomi del melo.
Le sequenze coprono 17 volte il genoma del melo con oltre l’82% del genoma assemblato nei cromosomi ed oltre il 92% dei geni ancorati ad una precisa posizione dei cromosomi. Le sequenze del DNA saranno disponibili da lunedì 30 agosto sulle banche dati internazionali, liberamente consultabili da parte della comunità scientifica.
Il sequenziamento del genoma del melo ha consentito di fare nuove scoperte e aumentare il grado di conoscenza sulla pianta del melo e sulla sua storia. In particolare:
- il melo coltivato è stato addomesticato 3-4000 anni fa a partire da un progenitore selvatico recente, Malus sieversii, specie ancora diffusa nei boschi tra il Kazakistan e la Cina;
-il genoma del melo ha subito una duplicazione databile a circa 50 milioni di anni fa, che ha portato i suoi cromosomi dai 9 dell’antico progenitore americano ai 17 attuali;
-il numero dei geni, 57 mila, è il più elevato riportato per i genomi di piante finora considerate. Tra questi geni la pubblicazione individua il completo assetto dei 992 geni responsabili della resistenza alle malattie: un arsenale potenzialmente molto utile al miglioramento genetico;
- è disponibile un elenco di tre milioni di posizioni del genoma (marcatori molecolari) utilizzabili come riferimento per orientarsi nel genoma e scoprire le funzioni dei suoi geni;
- sono state identificate alcune famiglie di geni correlabili con lo sviluppo del pomo, nome botanico del frutto del melo e dei suoi parenti stretti (ad es. pero, cotogno, sorbo).
Le ricadute del sequenziamento sono di portata mondiale. Si possono ottenere in tempi rapidi nuove varietà di melo, accelerando i tempi del miglioramento genetico convenzionale e ottenendo piante che si autodifendono dalle malattie e dagli insetti e in grado di produrre frutti più salubri e gustosi.
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