Scienza, Ambiente & Salute

Una specie aliena, è la Elodea nuttallii

Laghetto di Rablà: al via i lavori per estirpare pianta aliena

Si chiama "Elodea nuttallii" ed è stata identificata per la prima volta in Alto Adige, nel laghetto di Rablà. Questa pianta acquatica è quella che si definisce una specie aliena e bisogna estirparla.

Immerso tra le montagne di Parcines, il laghetto di Rablà è un'oasi di pace turbata dall'arrivo della pianta  acquatica invasiva “Elodea nuttallii". L’ Agenzia per l'ambiente e la tutela del clima coordina i lavori per estirpare la pianta. Non si sa come questa pianta acquatica sia arrivata nel laghetto di Rablà; una possibile causa potrebbe essere lo svuotamento del contenuto di un acquario.

Questa pianta, causa la sua natura invasiva, ha rischiato di minacciare l’habitat naturale del laghetto.

L'Elodea nuttallii è infatti una pianta acquatica originaria del Nord America, radicata nei fondali di laghi, stagni e corsi d’acqua poco profondi e a lento scorrimento. In Italia, la pianta è stata rilevata attualmente solo in cinque regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Provincia di Trento. Nel laghetto di Rablà si tratta del primo avvistamento in Alto Adige.

"Grazie alla sua grande capacità di adattamento alle condizioni ambientali e alla sua rapida crescita e riproduzione l'Elodea nuttallii ha colonizzato in breve tempo l'intero corpo idrico, sostituendo le piante autoctone" spiega Alberta Stenico, direttrice del Laboratorio biologico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima. "Un intervento rapido era assolutamente necessario per non mettere in pericolo altri ecosistemi. Inoltre, il laghetto di Rablà drena nel vicino fiume Adige. Anche piccoli frammenti di questa pianta acquatica potrebbero colonizzare nuovi habitat".

Con il termine “invasivo” s’intendono quelle specie aliene, ovvero non autoctone, in grado di mettere in pericolo un ecosistema. La Elodea nuttalli è stata introdotta in Europa come pianta ornamentale per laghetti, stagni ed acquari. Il fenomeno in sé esiste da sempre, ma è l’incremento consistente di tale fenomeno negli ultimi 30 anni a destare forte preoccupazione.

"Le piante che crescono nei nostri stagni e fiumi costituiscono il nutrimento per i pesci che rischiano di essere danneggiati nel caso in cui si dovessero cibare di piante aliene. Per questo è assolutamente necessario che la pianta venga eradicata" spiega il direttore dell’Ufficio caccia e pesca della Ripartizione foreste, Luigi Spagnoli.

Per rimuovere in tempi brevi le masse erbose della pianta invasiva è stato abbassato il livello del lago di 1,20 m e inserite delle griglie a monte della paratoia esistente in modo da trattenere tutte le parti delle piante invasive. L’obiettivo finale è l’eradicazione della pianta dal laghetto di Rablà.

È importante precisare che abbandonare in natura piante o anche animali “non autoctoni” può arrecare ingenti danni agli equilibri ecologici degli ecosistemi, fino a causare, in casi estremi, l’estinzione delle specie locali. Inoltre, il rilascio in ambiente di specie aliene è anche vietato dalla legge.

 

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